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cicerouniversalpub
Il Bar al termine dell'Universo
22 febbraio 2008
Il concetto di Amore in Erich Fromm

Oltre alla riflessione sui differenti modi di vivere dell’uomo in “Avere o essere”, una splendida disquisizione sull’arte di amare in un’opera dall’omonimo titolo fa di Erich Fromm, psicoanalista oltre che filosofo, uno tra i principali pensatori del ‘900. Oggetto della sua dissertazione non è, ovviamente, solo l’amore di coppia, ma quello che pervade, in diversa misura, tutte le relazioni umane. L'amore per il filosofo non è soltanto una relazione con un altro da sé in quanto oggetto d'amore, ma un'attitudine, un’inclinazione che determina i rapporti di una persona con il mondo. Nell’altro si ama il mondo intero, ci si apre a esso, non viceversa. L’innamoramento è, invece, l'imprevista e improvvisa caduta delle barriere tra due estranei, ciò da cui spesso deriva l’illusione dell’amore. Ciò che risponde al bisogno dell’uomo di ciò che non ha, di qualcosa che lo faccia sentire completo e, soprattutto, che gli faccia superare il paradossale e inevitabile senso di solitudine: con l’uscita dalla propria sfera privata, egli si introduce in quella pubblica attraverso il suo essere persona, ciò che lo rende, per definizione, un “animale sociale”. L’essere perfettibile va alla ricerca della perfezione; l’essere libero e incondizionato va alla ricerca di condizioni e vincoli alla propria libertà, che pure vorrebbe sentirsi libero di scegliere. Il paradosso dell’essere incompleto, ma indipendente, separato, che esce dal proprio sé, si scioglie nel momento in cui si apre all’altro e si unisce a lui integrandolo nella propria personalità per recuperare la propria integrità, complessa e dinamica. Fromm discerne l’amore maturo e disinteressato di chi non cerca nell’altro parti non realizzate o perdute di sé, grazie ad azioni creative, tese a creare ogni giorno la propria vita integrando il mondo in un rapporto dinamico con se stessi. La libertà di espressione rende l’uomo ancora più autonomo e in continuo arricchimento. Il paradosso per cui la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d'amare si scioglie alla luce della spiegazione di Fromm: per poter dare qualcosa di sé occorre credere in se stessi; se si donasse qualcosa in cui non si crede significherebbe essere falsi. O bravi venditori. Il dono, tra l’altro, assume maggior valore quando non rientra nella sfera delle cose materiali, ma si colloca unicamente nel regno dell’anima: dare se stessi ovvero la propria gioia, il proprio interesse, il proprio umorismo, ma anche la propria tristezza, nobilita il proprio sé ancor prima che l’altro. “Dare è la più alta espressione di potenza” perché regala a sua volta una sensazione di vitalità e potenza che riempie di gioia colui che dona; “dare dà più gioia che ricevere”: il fatto che in quell'atto ci si senta più vivi è testimonianza che ciò non è privazione, ma arricchimento. Vuol dire chiamare qualcuno a condividere la gioia di sentirsi vivi; far nascere qualcosa mentre “un senso di mutua gratitudine per la vita che è nata in loro unisce entrambe. Fromm distingue diversi tipi di amore chiamando in causa valori e concetti basilari, dai quali esso non può prescindere: la premura (o cura), la responsabilità, il rispetto e la conoscenza. Il primo elemento indica un inter-esse attivo per la vita e la crescita di ciò che si ama ed è paragonabile all’amore materno. Il termine “responsabilità” designa non un dovere imposto, bensì una risposta volontaria: la persona che ama risponde a un bisogno, anche inespresso, dell’altro. La parola “rispetto” deriva da “respicere”, che significa “guardare”: indica, cioè, la capacità di vedere e conoscere la vera singolarità di una persona e il desiderio che ella si realizzi per quello che è. La conoscenza, infine, è animata/vivificata dall’inter-esse e si distingue in diversi gradi: in quanto aspetto dell’amore essa penetra in profondità ed è veramente possibile solo se ci si riesce ad annullare e a vedere l'altro quale veramente è. In altre parole, se si riesce a mettere da parte i punti di vista e le opinioni personali e ascoltare, comprendere le motivazioni intime dell’altro. Per questo esso richiede virtù come umiltà e coraggio, che derivano dalla propensione ad agire e dalla forza che ne consegue. L’amore per il nostro non designa un sentimento forte e assoluto, bensì una continua attività fondata su una scelta, una promessa, un impegno, dal momento che le sensazioni sono di per sé mutevoli. Il termine deriva in effetti dal verbo “amare” e indica pertanto un’azione, che spesso è solo mentale: l’attività dell’anima è in effetti la più nobile e alta: una persona che sia indipendente, mentalmente libera e in atteggiamento di meditazione, dunque in uno stato contemplativo, arricchisce la personale esperienza e unità con il mondo più di quanto ogni azione fisica possa fare. Fromm trasferisce nella mente di chi scrive e di chi da tempo ama la peculiarità della sua filosofia come della sua psicoanalisi l’immagine di un uomo che lungo il suo percorso lascia orme dei suoi passi e si volta indietro a raccogliere parti di sé ormai perdute. Un’idea di incertezza e fragilità che va oltre l’essere carente e imperfetto dell’uomo sconfinando nel tempo caduco della sua vita terrena. Nel suo cercare in altri ciò che non ha o ciò che ha perduto, l’uomo è doppiamente bisognoso di amore. Potrebbe essere strumento di autoanalisi chiedersi se si possa trovare in sé ciò che si trova di interessante nell’altro? Se la risposta è positiva allora potrebbe verificarsi una diminuzione dell’interesse nei confronti di questa persona. Una risposta negativa, d’altro canto, non basterebbe a testimoniare la validità del rapporto, ma potrebbe essere un motivo in più per impegnarsi nella costruzione di un rapporto, in termini frommiani, “maturo”. E duraturo. Secondo Fromm un rapporto maturo è “unione a condizione di mantenere la propria integrità, la propria individualità”. Aggiungiamo alla citazione, la propria libertà di essere.

Francesca Panfili




permalink | inviato da progettocicero il 22/2/2008 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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